Educare i ragazzi all'uso consapevole di Intenet per proteggerli dai rischi della Rete - Studio Nassisi Udine, cell. 347.4795351

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Educare i ragazzi all'uso consapevole di Intenet per proteggerli dai rischi della Rete

Sicurezza
Cyberbullismo, contenuti inappropriati, pornografia sono tutti elementi che possono turbare i tuoi figli

Quello della sicurezza di ragazzi e adolescenti che navigano in Rete è un tema estremamente delicato e complesso, che torna periodicamente alla ribalta ogni qualvolta viene diffusa qualche notizia di cronaca legata al cattivo uso che, spesso, i minori fanno delle nuove tecnologie e di Internet in particolare.

Si sente parlare, frequentemente, di tentativi di adescamento online, fenomeni legati al cyberbullismo, al sexting, al vamping, alla FOMO, alla nomofobia. Alcuni sono reati penali, altri sono considerate vere e proprie patologie. Il sexting, ad esempio, è l'invio attraverso chat e servizi di messaggistica istantanea di proprie foto e video con contenuti sessualmente espliciti (interessa particolarmente le ragazze); il vamping è la tendenza dei nostri figli a rimanere svegli durante la notte per verificare in modo ossessivo se sono arrivate nuove notifiche sul loro dispositivo; la FOMO è la paura tipica degli adolescenti di essere tagliati fuori "dal gruppo" e li induce a controllare di continuo il loro cellulare; la nomofobia è la paura incontrollata o, per meglio dire, "il terrore" dei ragazzi di restare senza smartphone o senza connessione dati.

Anche se poco noto, esiste poi tutto un mondo legato a varie forme di dipendenza da Internet e dai dispositivi di ultima generazione. Devo dire, mio malgrado, che non è infrequente trovarmi a parlare di questi temi con genitori ed educatori convinti, a priori, che questo tipo di problematiche non possa coinvolgere i loro ragazzi. Spesso, mi "scontro" con una tale mancanza di consapevolezza che oserei definire, a dir poco, disarmante! E lo dico prima di tutto da padre e poi da consulente informatico!

E tu sei sicuro si sapere veramente di cosa si tratta?
Sei in grado di riconoscere in tuo figlio gli eventuali segnali di disagio che possono far pensare ad un problema di questo tipo?
E, soprattutto, ti sei mai posto il problema di cosa puoi fare concretamente per proteggere tuo figlio dai pericoli della Rete e prevenire situazioni del genere?

Se ti interessa approfondire l’argomento puoi contattarmi per una consulenza personalizzata. Da molti anni mi occupo di prevenzione frodi online, sicurezza informatica, cyberbullismo e altre problematiche collegate all’uso errato che i nostri ragazzi spesso fanno della Rete e delle nuove tecnologie.

Proteggere i nostri ragazzi che navigano in Rete

Ad inizio 2019 ho conseguito la mia ultima certificazione, in ordine di tempo, in materia di cyberbullismo - Cyberscudo Battilbullismo, rilasciata da AICA - a conclusione di un percorso formativo specifico, con esame finale, finalizzato ad aggiornare e approfondire ulteriormente le mie competenze nell'identificare, riconoscere e gestire fenomeni legati al bullismo ed al cyberbullismo, nelle sue molteplici forme.

Da diversi anni metto la mia competenza ed esperienza a disposizione di genitori ed educatori che, non avendo adeguate conoscenza in materia, si preoccupano di proteggere i propri figli, o i ragazzi che sono loro affidati, dalle insidie della Rete e dai pericoli costantemente presenti sul web.

Se stai leggendo questa pagina, probabilmente, è perchè anche tu ti sei reso conto di come, al giorno d’oggi, la facilità di accesso ad Internet, la sua sempre più capillare diffusione e, soprattutto, l’assenza di un efficace sistema di controllo dei contenuti disponibili, esponga i nostri ragazzi a tantissimi rischi come quello, ad esempio, di imbattersi in contenuti poco appropriati o, addirittura, pericolosi per la loro giovane età.

Se sei un genitore o un educatore, concorderai certamente con me quando affermo che ormai Internet è diventato parte integrante della vita quotidiana di ogni ragazzino o adolescente. E non credo si possa prescindere da questa considerazione!

I nostri ragazzi entrano in contatto con le nuove tecnologie già al compimento del loro primo anno di vita e, a volte, anche prima. Basti pensare all’immancabile tablet al quale, sempre più precocemente, viene affidato il ruolo di baby sitter dei più piccoli. Poi si passa rapidamente al primo smartphone, di solito con l’inizio della scuola, quindi all’accesso (spesso incontrollato) ad Internet, ai social media, ai servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp e Messenger. Poco importa se la Legge (e soprattutto il buon senso) stabilisce dei limiti minimi d’età per l’accesso a determinati servizi.

Un minore che naviga in Internet è potenzialmente esposto ad una serie di rischi che possono riguardare vari aspetti della sua personalità. Spesso questi pericoli sono sottovalutati e, a volte, completamente ignorati da coloro che, a vario titolo, hanno la responsabilità educativa dei ragazzi, genitori in primis. Le ragioni di questa (triste) realtà sono molteplici.

Il divario tecnologico tra genitori e ragazzi/adolescenti è spesso così elevato che i primi, frequentemente, rinunciano in partenza e non tentano neanche di colmare tale gap, almeno in piccola parte. Due le dirette conseguenze di questo atteggiamento, certamente comprensibile ma non per questo condivisibile:
  • lasciare i propri figli da soli, senza una guida e, soprattutto, senza l’autorevolezza che solo un genitore può avere nei loro confronti;
  • essere rapidamente "sostituiti" da altri interlocutori ai quali i nostri ragazzi si rivolgeranno per esporre i propri dubbi e le proprie perplessità. Mi riferisco agli amici, magari più grandi, ai compagni di scuola più smaliziati (che spesso hanno una forte attrattiva sui ragazzi più insicuri) e, soprattutto, al "sig. Google" con conseguenze potenzialmente disastrose poichè, come probabilmente saprai, non tutto ciò che si legge in Rete è vero ed esente da rischi, soprattutto per ragazzi e adolescenti.

Ma quali sono, nello specifico, i principali rischi a cui i minori sono potenzialmente esposti in Rete?

Proteggi tuo figlio delle insidie della Rete educandolo all'uso consapevole delle nuove tecnologie

È molto difficile sintetizzarli e catalogarli tutti anche perché molti di essi sono legati a specifiche fasce d'età. Semplificando, possiamo individuare due macro categorie di rischi: la prima legata al benessere psico-fisico ed alla sicurezza personale e familiare del minore, la seconda legata alla possibilità che i nostri ragazzi commettano o diventino vittima di illeciti con rilevanza, molto spesso, anche penale. Nelle righe che seguono proverò a fornirti alcuni spunti di riflessione sul tema, in base a quella che è la mia esperienza in materia.

Rischi legati al benessere psico-fisico ed alla sicurezza personale e familiare dei ragazzi

Rientrano in questa macro categoria i:
  • rischi di tipo “educativo” legati alla concreta possibilità per i ragazzi di imbattersi in siti ospitanti contenuti inappropriati, pornografici, offensivi, razzistici o semplicemente fasulli o fuorvianti;
  • rischi connessi al benessere psico-fisico del minore, legati alla possibilità di navigare su siti che incitano alla violenza o inducono i nostri ragazzi a sperimentare pratiche folli e pericolose per la loro salute e incolumità (siti pro autolesionismo, pro anoressia, pro bulimia, pro challenge autolesive, ecc);
  • rischi connessi alla sicurezza personale dei ragazzi, legati alla possibilità di entrare in “contatto” con sconosciuti che possono, in vari modi, attirarne l’attenzione ed indurli a rivelare informazioni personali come nome, cognome, età, numero di telefono, nome della propria scuola, orari delle lezioni, amicizie (sappi che, normalmente, questo è il primo passo di qualsiasi tentativo di adescamento online);
  • rischi connessi alla sicurezza della propria famiglia legati alla possibilità che dei malintenzionati, una volta attenuta con l’inganno la fiducia del ragazzo/a, riescano a carpirgli informazioni sui genitori, sui loro orari di lavoro, sull’abitazione familiare;
  • rischi connessi alla sicurezza finanziaria propria e dei genitori legati, ad esempio, alla possibilità di fare acquisti online, anche molto importanti sotto il profilo dell’impegno economico, con una facilità disarmante (basti pensare che spesso è sufficiente fornire solo i dati di una qualsiasi carta di credito).

Rischi legati alla possibilità che i ragazzi commettano o diventino vittime di illeciti di rilevanza penale, come il cyberbullismo

Rientrano in questa categoria tutti i rischi rilevanti sotto il profilo legale e connessi alla concreta possibilità che i nostri ragazzi possano infrangere, anche involontariamente o inconsapevolmente, normative e disposizioni di Legge durante le loro attività online. Faccio subito degli esempi pratici: diffamazione aggravata, molestie, cyberpersecuzione, cyberbullismo sono reati penali, anche se commessi da un minore. E si tratta di eventi tutt'altro che rari!

Secondo le Leggi del nostro Paese il minore che ha compiuto 14 anni risponde personalmente degli eventuali illeciti penali commessi, mentre la responsabilità civile resta in capo ai genitori fino al compimento del diciottesimo anno di età. Se nostro figlio quattordicenne, quindi, commette anche involontariamente un reato legato, ad esempio, al mondo del cyberbullismo risponderà penalmente delle sue azioni. Non starò qui a snocciolare dati e statistiche. Ti basterà fare una veloce ricerca su Google per renderti conto di quanto esteso e grave sia il fenomeno di cui ti sto parlando.

E allora, cosa possiamo fare per proteggere i nostri ragazzi dai pericoli delle Rete?

Sotto questo punto di vista, i problemi da affrontare sono, a mio avviso, due. Da un lato genitori ed educatori che, per ovvie ragioni anagrafiche, non sono “nativi digitali” hanno spesso una conoscenza di Internet, della Rete e delle nuove tecnologie, molto scarsa e frammentaria e non sono in grado di guidare i ragazzi alla scoperta di questo mondo, affascinante quanto insidioso. Tantomeno, sono in grado di controllare cosa fanno i ragazzi in Internet o come utilizzano gli strumenti informatici a loro disposizione.

Dall’altro lato, frequentemente manca nei ragazzi la benchè minima educazione all’uso consapevole delle nuove tecnologie. Ragazzi e adolescenti sono praticamente nati con la tecnologia in mano, è vero, ma di fatto non la conoscono veramente e, soprattutto, non ne conoscono i rischi nascosti. La utilizzano in modo passivo, senza rendersi conto di quelle che sono le conseguenze o le implicazioni legate alle loro azioni. Saper "smanettare" su un tablet o uno smartphone è cosa ben diversa dal conoscere la tecnologia e, soprattutto, saperla utilizzare in modo appropriato.

I ragazzi, in generale, pensano che sul web tutto sia lecito e, comunque, privo di conseguenze, convinti come sono di potersi nascondere dietro al (falso) anonimato garantito dalla Rete. Per di più vivono una fase delicatissima e di profonda trasformazione della loro vita, in cui è fortissimo il senso di appartenenza “al gruppo”, il bisogno di essere riconosciuti, di manifestare il proprio pensiero “a qualsiasi costo e con ogni mezzo”. Considerata la loro giovane età ed inesperienza, pertanto, nonostante le tante raccomandazioni che possiamo far loro, non riescono a percepire come “rischiosa” la loro attività in Rete.

Proprio per questi motivi, sono estremamente vulnerabili!

L'educazione al corretto uso delle tecnologie è essenziale per limitare i rischi a cui sono esposti i minori su Internet

Certamente esiste la possibilità di controllare la loro attività in Rete e di filtrare, entro certi limiti, contenuti non adatti a loro, ma ciò che veramente può fare la differenza è il rapporto continuo e di fiducia che dovrebbero instaurare con genitori ed educatori.

Vietare l’uso del telefonino o di Internet sperando che questo basti a proteggere il proprio figlio dalle minacce della Rete o del web, dal mio punto di vista, è profondamente sbagliato. Spesso, con il divieto otterremo “semplicemente” il risultato opposto. Creeremo risentimento e genereremo ancor più curiosità, anche nei ragazzi apparentemente meno interessati a questi nuovi strumenti di comunicazione.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che prima o poi i nostri figli entreranno comunque in contatto con la tecnologia e, certamente, non si può pensare di tagliargli fuori da questo mondo che, contrariamente a quello che molti adulti pensano, rappresenta il presente e non il futuro!

Se non disporranno di un proprio dispositivo utilizzeranno lo smartphone del compagno di scuola, dell’amico, del fratello maggiore e con conseguenze potenzialmente ancor più gravi perché, senza una guida ed un’adeguata educazione al corretto uso di questi strumenti, saranno maggiormente esposti ai pericoli della Rete.

E allora?

Navigare insieme a loro con un atteggiamento propositivo e non di controllo; spiegare perché bisogna evitare determinati siti o contenuti; far capire al minore che in Rete esistono persone che fingono di essere qualcun altro al solo fine di ingannarlo e fargli del male; spiegare che ciò che si pubblica in Rete “è per sempre” e può avere conseguenza molto gravi per se stessi e per gli altri; far capire ai ragazzi come ci si comporta in Rete e come si devono gestire eventuali offese ricevute o situazioni conflittuali; insegnare loro il rispetto per gli altri; spiegare che occorre sempre utilizzare un linguaggio appropriato e mai aggressivo o denigratorio; far capire quanto importante sia la protezione dei propri dati personali... tutto questo vale, certamente, 1000 volte più di qualsiasi filtro, parental control, blocco o divieto che possiamo pensare di imporre.

Ovviamente, nessuno ha la bacchetta magica! Il tema è estremamente delicato e complesso e sono perfettamente consapevole che non tutti i genitori e/o educatori hanno le competenze o la preparazione necessaria per far tutto questo. E non certo per colpa loro o per mancanza di volontà, ma a causa del “divario tecnologico” cui facevo cenno prima e che, come detto, contraddistingue le generazioni degli attori coinvolti in questa tematica. Il mio consiglio, in questi casi, è quello di non sottovalutare il problema e di rivolgersi ad un professionista di comprovata preparazione ed esperienza che possa fornire un aiuto concreto e qualificato.

Se vuoi approfondire ulteriormente l'argomento contattami per una consulenza personalizzata.
 
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