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Docs.com di Microsoft: documenti personali condivisi pubblicamente di default

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Tags: docs.com
Docs.com è un nuovo servizio proposto da Microsoft che consente la condivisione online tra più utenti di documenti, fogli elettronici, presentazioni e file di qualsiasi tipo, in modo semplice e veloce. Negli ultimi giorni molti utenti di Docs.com si sono accorti di aver condiviso involontariamente in rete documenti e importanti informazioni personali.



Alcuni utenti del web hanno scoperto, infatti, che effettuando una ricerca attraverso il motore integrato in Docs.com o utilizzando i noti motori di ricerca Google e Bing, si potevano facilmente trovare  documenti contenenti dati altrui, come ad esempio password, lettere personali, dettagli di movimenti bancari e finanziari, numeri di carte di credito, credenziali bancarie, ecc. In  molti casi, i file contenevano anche dati strettamente personali, potenzialmente sufficienti ad identificare gli autori dei documenti condivisi, come ad esempio nomi, cognomi, date di  nascita, indirizzi, email, estremi di documenti d'identità.

A quanto pare il problema è nato dal fatto che, per impostazione predefinita, il servizio Docs.com considera come "pubblico" qualsiasi documento caricato al proprio interno. L'impostazione di default integrata sul servizio è, infatti, "Pubblica sul web". E' l'utente che deve "preoccuparsi" di limitare, eventualmente, la condivisione dei dati caricati su Docs.com. Si tratta di una logica molto diversa da quella utilizzata, ad esempio, da OneDrive dove si parte dal presupposto che tutti i dati dell'utente sono privati ed è l'utente stesso che decide, eventualmente, cosa rendere pubblico.

Di fatto, tutti gli utenti di Docs.com che non hanno provveduto a controllare preventivamente le impostazioni di condivisione del proprio account hanno visto pubblicati in rete tutti i propri file personali. Appena scoppiato il caso "Docs.com" Microsoft ha subito disattivato la funzionalità di ricerca integrata in Docs.com ed ha provveduto ad avvisare gli utenti del servizio, invitandoli a rivedere tutte le impostazioni di condivisione dei contenuti ospitati sul proprio account. La funzionalità di ricerca integrata nel servizio è stata poi, successivamente, ripristinata.

La reazione di Microsoft, però, non è stata risolutiva in quanto ancora oggi i documenti condivisi in rete "involontariamente" continuano ad essere individuabili e accessibili dai motori di ricerca e dalla cache degli stessi.

Consiglio, pertanto, a tutti coloro che facessero uso di questa piattaforma di controllare immediatamente, se non lo avessero già fatto, le impostazione di condivisione e pubblicazione dei file contenuti su Docs.com. Ricordate che lasciando attiva l'impostazione predefinita "Pubblica sul Web" chiunque può trovare un documento, leggerlo e scaricarlo sul proprio dospositivo, utilizzando anche solo un comune motore di ricerca. Un primo livello di sicurezza consiste, ad esempio, nell'impostare per tutti i documenti presenti su Docs.com l'impostazione "Con limitazioni" in modo che possano accedere ai nostri file solo coloro che dispongono del loro link diretto.

In ogni caso, bisogna considerare che Docs.com è una piattaforma nata appositamente per facilitare al massimo la condivisione di file personali. Questo significa che se avete esigenze di sicurezza o di riservatezza di qualsiasi tipo per i vostri file, questo servizio non è quello più adatto alle vostre esigenze. E' preferibile, in questi casi, utilizzare servizi diversi, come al esempio OneDrive.

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