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Furto d'identità: cos'è e come proteggersi

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In questo mio precedente articolo ho spiegato come il furto d'identità sia una delle frodi informatiche più pericolose e diffuse e perchè può interessare chiunque, anche persone che non hanno mai utilizzato un computer connesso in rete in vita loro. Il furto d'identità, infatti, è un "reato di opportunità" e non è necessario utilizzare internet o la posta elettronica per esporsi a tale rischio.

Attraverso il furto d'identità il criminale informatico riesce ad acquisire sufficienti informazioni sulla potenziale vittima per riuscire a ricostruirne il profilo personale e sostituirsi, in tutto o in parte, ad essa. Lo scopo del pirata è quello di compiere azioni a nome di un'altra persona. Tanto basta per cogliere immediatamente la pericolosità di questo tipo di frode!

Il furto d'identità si realizza in due fasi:
  1. racconta e organizzazione di dati personali e riservati sulla vittima prescelta;
  2. sostituzione di persona e utilizzo fraudolento dell'altrui identità.

La prima fase può richiedere anche mesi di "lavoro" per il criminale informatico, ma i risultati che potenzialmente può ottenere possono essere molto importanti ed è questo il motivo principale che lo incoraggia ad agire. Le tecniche disponibili per acquisire dati personali sono moltissime. Il phishing (di cui ho parlato in questo mio articolo) è sicuramente lo strumento più utilizzato e diffuso, ma ne esistono anche molti altri.

Un malintenzionato, tra l'altro, può acquisire informazioni su di noi non solo attraverso la rete internet o la posta elettronica, ma anche con tecniche per così dire più tradizionali, "non digitali". Può, ad esempio, rubare il nostro portafoglio, il nostro smartphone (molti di noi non se ne rendono neanche conto, ma oggi i nostri amati dispositivi mobili contengono in pratica tutta la nostra vita e questo dovrebbe come minimo farci riflettere per un momento), potrebbe ascoltare una nostra conversazione telefonica e, addirittura, curiosare nella nostra immondizia.

Sfortunatamente, spesso siamo noi stessi a rendere particolarmente facile la vita di potenziali malintenzionati fornendo loro su "un piatto d'argento" preziose informazioni personali. Ad esempio: quanti di noi prima di gettare via una vecchia bolletta, una vecchia ricevuta bancaria, un estratto conto o un qualsiasi documento contenente dati personali si preoccupano di distruggerlo? Forse non ci pensiamo mai, ma nelle mani sbagliate questi documenti rappresentano una miniera di informazioni!

Il nostro comportamento in rete gioca poi un ruolo determinante nel definire le possibilità di cadere o meno vittima di un furto d'identità. Pensiamoci per un momento: quante informazioni personali pubblichiamo ogni giorno, in modo più o meno consapevole, sul nostro profilo social? I nostri spostamenti, i nostri acquisti, i nostri gusti e preferenze, i nostri viaggi. Sono tutte informazioni delicate, che dovrebbero essere trattate con la giusta accortezza e non certo sbandierate ai "quattro venti". D'altra parte non è un caso se, per un criminale informatico, i social network rappresentano, ormai da anni, la principale fonte di informazione su qualunque potenziale vittima.

Una volta acquistite sufficienti informazioni su una persona, scatta la frode vera e propria. La seconda fase in cui si articola un furto d'identità, infatti, ha luogo quando il malintenzionato, sfruttando le tante possibilità offerte dalla rete, inizia ad esempio a fare acquisti online a nome della vittima, tenta l’apertura di un conto corrente o richiede una carta di credito a suo nome, effettua una richiesta per la concessione di un prestito, intesta alla vittima utenze telefoniche o altri servizi acquistabili o sottoscrivibili online (luce, gas, pay per view).

Al di là del danno economico (sicuramente importante) sopportato dalla vittima della frode, le conseguenze di un furto d’identità possono, tuttavia, essere ben più gravi. Si pensi, ad esempio, agli eventuali reati che il criminale può commettere con l’identità rubata (molestie telefoniche, minacce, stalking, acquisti fraudolenti, ecc). Le eventuali indagini, condotte dalle Autorità competenti, porterebbero ad identificare la vittima del furto d’identità come il responsabile di queste condotte illecite, con tutte le conseguenze in ambito civile e penale che ne possono derivare.

In questo campo, la legislazione italiana è, purtroppo, ancora molto carente. Sostanzialmente il Legislatore, a tutti i livelli, tende a "scaricare" la responsabilità del furto d'identità sulla vittima poichè, si presume, non abbia custodito efficacemente e con la dovuta cura i suoi dati personali, esponendosi appunto al rischio di veder utilizzate le proprie credenziali in modo fraudolento. Vi assicuro che saltar fuori da situazioni di questo tipo non è facile e, sicuramente, richiede molto tempo.

Come ridurre allora il rischio di incappare in un furto d'identità?
Come in tutte le cose, la conoscenza è il primo passo che ci consente di ridurre il rischio di cadere vittima di una frode di questo tipo. Conoscere, infatti, almeno le principali tipologie di truffe esistenti, le modalità con cui vengono poste in essere dai truffatori e gli strumenti di difesa a disposizione, può aiutarci molto.

Senza cadere nella psicosi, molto spesso è sufficiente prestare attenzione a quello che facciamo e ai comportamenti che teniamo non solo in rete, ma anche nella vita di tutti i giorni. Come ho avuto modo di spiegare all'inizio di questo articolo, il furto d'identità rientra nei reati cosiddetti "di apportunità". Il criminale inizia ad interessarsi ad una persona quando nota dei comportamenti a rischio per la sua privacy o ha un atteggiamento particolarmente disinvolto sui social che lo spinge a pubblicare inconsapevolmente quantità enormi di informazioni personali. Sono proprio queste le persone più a rischio.

Riporto di seguito alcuni utili suggerimenti:
  • non rispondete mai a messaggi email che richiedono l'invio o la conferma di dati personali, indipendentemente dai toni allarmistici che vengono usati. Quasi sicuramente si tratta di un tentativo di phishing;
  • non fornite informazioni personali al telefono se non siete sicuri dell'identità del vostro interlocutore;
  • verificate periodicamente le impostazioni privacy dei vostri social preferiti e fate in modo di condividere informazioni personali solo con persone di assoluta fiducia;
  • a meno che non siete un'azienda, non pubblicate recapiti personali, numeri di telefono, indirizzi email, indirizzo di casa e non postate foto della vostra abitazione (soprattutto degli interni);
  • evitate di postare i vostri orari di lavoro o che siete momentaneamente lontani da casa o che a breve partirete per un viaggio;
  • non fornite troppi dettagli sui vostri spostamenti;
  • utilizzate sempre password lunghe e complesse e modificatele periodicamente;
  • non utilizzate dati personali come password (date di nascita, nomi, codici fiscali, targa dell'auto). Sono estremamente vulnerabili;
  • al ristorante non perdete mai di vista la vostra carta di credito o il bancomat. Evitate categoricamente di lasciarli nelle mani di qualsiasi cameriere, ma pretendete che il POS vi venga portato al tavolo o, in alternativa, recatevi personalmente alla cassa;
  • in ufficio (o comunque tutte le volte che siete fuori casa) non perdete mai di vista il vostro smartphone;
  • se avete l'abitubine di collegarvi a reti wi-fi aperte limitatevi alla sola navigazione e non effettuate alcuna operazione che richieda l'inserimento di codici personali o password (controllo email, home banking, acquisti online). Le reti aperte sono particolarmente vulnerabili agli attacchi da parte di malintenzionati;
  • prima di gettare nella spazzatura qualsiasi documento contenente dati personali distruggetelo.

Se sei interessato ad approfondire ulteriormente l'argomento contattami per una consulenza personalizzata.

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