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Avast testa le reti wi-fi aperte: il rischio di subire un furto di dati è molto alto.

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Test di Avast sulle rete wi-fi aperte
Avast, nota azienda operante nel settore della sicurezza informatica, ha recentemente realizzato un esperimento presso l'aeroporto di Barcellona. I suoi tecnici hanno allestito alcuni hotspot WiFi sprovvisti di password e hanno monitorato, per circa 4 ore, il comportamento degli utenti che in quell'intervallo di tempo sono transitati nello scalo spagnolo.

I risultati sono stati molto interessanti e di proporzioni superiori alle aspettative: in sole 4 ore, più di 2.000 persone si sono collegate ai vari hotspot gratuiti iniziando a trasferire dati su internet. I  tecnici di Avast hanno spiegato di essere stati potenzialmente in grado  di raccogliere informazioni personali e dati sensibili altrui.

L'obiettivo dell'esperimento in terra spagnola, ovviamente, non ero certo quello di spiare gli utenti quanto quello di dimostrare come troppe persone si colleghino a reti WiFi aperte con una leggerezza davvero disarmante.

L'utilizzo di una rete WiFi aperta, senza l'adozione di alcuna misura di sicurezza, espone i dati scambiati in Rete e, talvolta, anche quelli memorizzati  nel proprio dispositivo, al rischio di furto da parte di terzi.

Certo,  Avast non ha potuto leggere i dati scambiati online usando protocolli  cifrati (si pensi ad HTTPS nel caso dei siti web od all'utilizzo del  protocollo TLS per la posta elettronica), ma sarebbe stata in grado di  "intercettare" qualunque informazione scambiata "in chiaro" tra  dispositivi client e server remoti (e viceversa). Avast ha  stabilito che il 50,1% degli utenti che hanno usato gli hotspot WiFi di  test adoperavano un terminale Apple iOS, il 43,4% stavano usando un  dispositivo Android e il 6,5% un device Windows Phone.

Dai dati "raccolti" è stato possibile stabilire, inoltre, che il 61,7%  delle persone ha effettuato delle ricerche su Google oppure ha  controllato la propria casella di posta Gmail; ben il 52,3% risultava  aver installato l'app Facebook per dispositivi mobili; il 2,4% ha utilizzato Twitter. Inoltre, Avast afferma di essere stata in grado di stabilire l'identità del dispositivo collegato o dell'utente nel 63,5% dei casi.

La  società con sede nella Repubblica Ceca, per ovvi motivi, non fornisce informazioni  tecniche sulle prove svolte. Purtuttavia, i consigli per evitare  qualunque problema sono sempre gli stessi. Se si avesse la necessità di usare una WiFi pubblica o, peggio ancora, aperta è bene attivare una VPN.  In questo modo, tutto il traffico generato in rete transiterà attraverso una canale crittografato  imperscrutabile da parte dei gestori dell'hotspot WiFi malevolo o da qualunque altro utente postosi, eventualmente, lungo il tragitto tra client e server.

Ci sono poi delle regole base da seguire, tra cui:
  • controllare che il proprio dispositivo non si colleghi  automaticamente alle WiFi pubbliche o aperte. A questo proposito raccomando di disattivare, in Windows 10, le opzioni "Connetti agli hotspot aperti consigliati" e "Connettiti alle reti condivise dai miei contatti".
  • assicurarsi poi che il proprio computer non esponga alcuna  risorsa condivisa altrimenti un utente terzo, collegato al medesimo  hotspot potrebbe approfittarne. Ciò è particolarmente vero nel caso in cui la risorsa fosse protetta  con credenziali "deboli" oppure se si trattasse delle cartelle  pubbliche di Windows.

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