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Studio Nassisi® Srl è l'unica azienda in FVG a disporre della camera bianca per il recupero dati

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Alcune settimane fa, in un mio precedente post, avevo accennato ad alcuni nuovi servizi informatici avanzati che la mia azienda è ora pronta a gestire.

Oggi vorrei parlarvi del servizio di recupero dati. In realtà non si tratta di un vero e proprio “nuovo servizio” poiché, come molti dei miei Clienti sanno, mi occupo di data recovery da molti anni. La vera innovazione riguarda la possibilità per la mia azienda di poter finalmente gestire, direttamente in sede, il recupero dati anche da supporti danneggiati fisicamente. Ciò è oggi possibile grazie alla camera bianca di cui mi sono recentemente dotato, dopo molti mesi di studio, formazione e approfondimento sulla materia.

Allo stato attuale, Studio Nassisi® è l’unica azienda in tutto il Friuli Venezia Giulia a disporre in loco della camera bianca, dell’attrezzatura, della tecnologia e del know-how iRecovery indispensabile per gestire il recupero dati da qualsiasi tipo di supporto e con qualsiasi tipologia di danno, compreso quello fisico. Pochissimi laboratori in Italia dispongono, ad oggi, di questa tecnologia e di questo tipo di competenze.

Per capire esattamente di cosa parliamo è necessaria una premessa. La perdita di dati da un hard disk, una pen drive USB o un qualsiasi dispositivo di memoria può essere causata da diversi fattori e, pertanto, senza alcun preavviso chiunque di noi può trovarsi nell’impossibilità di accedere ai dati salvati su un’unità di memorizzazione.

Sono moltissime le cause che possono portare ad una perdita di dati. Urti, cadute, file system corrotti, settori danneggiati, errate manovre di disconnessione del supporto effettuate dall’utente, difetti di fabbricazione, sbalzi di tensione, surriscaldamento del disco sono solo alcune delle casistiche più frequenti.

In linea di principio, è possibile classificare i danni che può subire un supporto di memoria in due macro categorie: danni di tipo “logico” e danni di tipo “fisico”. Senza addentrarmi troppo in spiegazioni tecniche, con buona approssimazione possiamo dire che i danni di tipo logico interessano solitamente la struttura del file system del disco o la partizione che ospita i dati, mentre i danni di tipo fisico sono caratterizzati dalla rottura/danneggiamento di alcuni componenti hardware del supporto (come ad esempio le testine di lettura/scrittura). Le procedure tecniche di recupero disponibili sono diverse e, come si può facilmente intuire, dipendono dal tipo di danno subito dal disco.

In caso di danno logico il supporto di memoria è fisicamente integro e non ha subito alcun danneggiamento nelle sue componenti meccaniche/elettroniche. Presumibilmente i dati sono ancora presenti al suo interno, ma risultano non più accessibili. Normalmente, in questi casi si tenterà un recupero “via software” con l’impiego di programmi professionali specifici (e tanta esperienza e preparazione in materia).

In caso di danno fisico subito dal disco, la situazione si complica enormemente poiché il supporto ha subito un guasto o comunque un danneggiamento importante che ne ha pregiudicato l’integrità strutturale e/o meccanica. In casi simili anche il software più sofisticato al mondo non può far nulla (da solo) per recuperare i dati persi. Quando il disco è compromesso fisicamente è necessario, prima di tutto, ripristinarne l’integrità meccanica e dopo (e soltanto dopo) avviare il recupero dati vero e proprio con il software più adatto a quella specifica circostanza.

È proprio in questa fattispecie che entra in gioco il ruolo (decisivo) della camera bianca. Si tratta di un’apparecchiature molto sofisticata e complessa in grado di creare un ambiente di lavoro sterile all’interno del quale è possibile aprire un hard disk in condizioni di sicurezza, con la certezza di non danneggiarlo ulteriormente. L’apertura di un disco fuori dalla camera bianca e senza alcune essenziali accortezze tecniche, infatti, comprometterebbe irrimediabilmente ogni possibilità di recupero perché la superficie del disco, appena esposta all’aria, verrebbe contaminata dagli inquinanti naturalmente presenti nell’atmosfera. Sono sufficienti anche solo alcune particelle di polvere sulla superficie dei dischi per dire definitivamente addio ai vostri dati!

Molte aziende di informatica affermano di poter effettuare il recupero dati anche in caso di danneggiamento fisico di un disco, ma in realtà ciò che fanno è spedire il vostro disco in uno dei pochi laboratori attrezzati presenti in Italia (con tutti i rischi che una spedizione può comportare) per far fare ad altri il lavoro che, diversamente, non potrebbero gestire in loco per mancanza della necessaria preparazione e/o tecnologia. Il problema è che spesso neanche ve lo dicono!

Inoltre, in questi casi, il costo del recupero per il Cliente finale sarà sicuramente superiore rispetto a quello effettivamente applicato dal laboratorio, poiché l’azienda di turno vorrà applicare, ovviamente, anche il suo “ricarico”.

Qualora doveste rendervi conto di aver perso dei dati importanti da un hard disk o un qualsiasi altro supporto di memorizzazione è essenziale non farvi prendere dal panico ed evitare qualsiasi tentativo di recupero fai-da-te. Non installate programmi o utility di alcun tipo che potrebbero sovrascrivere i vostri dati e resistete alla tentazione di “sperimentare” le soluzioni più assurde che è possibile reperire in rete dove spesso, incompetenti e ciarlatani, pubblicano video con procedure “miracolose” o pubblicizzano programmi (magari gratuiti) in grado di restituirvi con un click i vostri dati. Potreste peggiorare la situazione e compromettere definitivamente qualsiasi possibilità di recupero.

Un software professionale di recupero dati costa migliaia di euro (avete letto bene… migliaia di euro!) come migliaia di euro costa il percorso formativo per imparare ad utilizzarlo correttamente ed è semplicemente impensabile che un programmino scaricato da Internet (magari gratuitamente) possa consentire un recupero dati da un supporto danneggiato. Probabilmente vi farà recuperare una foto cancellata per errore, ma il “recupero dati” è ben altra cosa!

Appena vi accorgete della perdita, spegnete il computer o staccate l’alimentazione del dispositivo (se si tratta di periferica esterna) e rivolgetevi subito ad uno specialista del settore. Prima di decidere a quale azienda affidare i vostri preziosissimi dati, informatevi e valutate attentamente la situazione. Possibilmente, recatevi di persona presso il professionista che avete individuato e fatevi spiegare come pensa di recuperare i vostri dati e se sarà lui ad effettuare materialmente il lavoro. Avrete così la possibilità di capire subito se la persona che avete davanti è un vero specialista o solo uno dei tanti improvvisati venditori di "fumo" di cui è pieno il mondo.

Tenete presente, inoltre, che il recupero dati non sempre porta ai risultati sperati. Ci sono dei casi in cui neanche le migliori tecnologie disponibili riescono a recuperare i vostri preziosi dati (si pensi, ad esempio, al caso in cui i piatti del disco risultino graffiati in seguito all'impatto con la testina). Il vero specialista di data recovery ve lo dirà candidamente e vi spiegherà anche i motivi tecnici per cui questa sfortunata circostanza può, purtroppo, verificarsi.

Infine, sappiate che molto spesso nel data recovery non esistono “seconde possibilità” e, certametne, non c’è spazio per l’improvvisazione: una manovra errata o un banale test diagnostico condotto in maniera non corretta può portare alla distruzione dei dati e compromettere irrimediabilmente ogni possibilità di recupero, per cui è essenziale rivolgersi alla persona giusta.



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