Telegram rinuncia a 300 milioni di $ per tutelare la privacy dei suoi utenti
Pubblicato da Studio Nassisi® | Servizi Informatici in News · Martedì 03 Feb 2026 · 2:45
Nel corso del 2025 era circolata insistentemente la voce riguardo ad un presunto accordo tra Pavel Durov (fondatore di Telegram) ed Elon Musk per integrare nella nota piattaforma di messaggistica il chatbot di intelligenza artificiale Grok sviluppato da Musk.
Questa integrazione avrebbe portato nelle casse di Telegram 300 milioni di dollari che Musk avrebbe versato a titolo di incentivo. La notizia aveva destato una certa preoccupazione tra gli utenti di Telegram, da sempre particolarmente sensibili alla privacy ed alla sicurezza delle loro conversazioni.
Di fatto, però, questa integrazione non si è mai concretizzata.
Nello specifico, Durov intervenendo lo scorso ottobre al Blockchain Life 2025 ha dichiarato che Telegram consente già da tempo, agli utenti che intendono farne uso, l’integrazione di numerosi chatbot di terze parti.
Allo stesso tempo, il fondatore di Telegram ha evidenziato il fatto che praticamente tutte queste tecnologie si basano su soluzioni di intelligenza artificiale centralizzate che consentono ai rispettivi fornitori di avere accesso alle informazioni degli utenti. E questo non solo per finalità di addestramento dei propri algoritmi di IA ma anche per finalità connesse alla profilazione degli utenti.
La consapevolezza di questi rischi e la priorità assoluta che Telegram ha sempre riservato alla privacy degli utenti ed alla protezione dei loro dati, ha indotto il fondatore di Telegram a rinunciare all'integrazione della sua piattaforma con un fornitore di servizi di intelligenza artificiale di terze parti optando, invece, per lo sviluppo di una propria tecnologia di servizi di IA.
La caratteristica essenziale che distingue la tecnologia a cui sta lavorando Telegram da quella di tutti gli altri fornitori di servizi di IA è l’approccio decentralizzato su cui si basa.
Cocoon (questo il nome del sistema in via di sviluppo) garantirebbe, infatti, l’assoluta trasparenza di tutte le funzionalità di intelligenza artificiale via via implementate.
Mentre nei modelli di IA centralizzati i fornitori di servizi utilizzano costosi e potenti server per gestire ed elaborare le richieste degli utenti - avendo di fatto accesso completo a tutte le informazioni scambiate con i relativi chatbot - questa nuova tecnologia utilizza una potenza di calcolo distribuita tra tutti gli utenti che decidono di partecipare alla Rete.
Tutti i dati elaborati tramite Cocoon sono completamente crittografati e, pertanto, nessuno (compresi i partecipanti alla Rete che mettono a disposizione parte della potenza di calcolo del proprio hardware) può avere accesso ai dati inviati dagli utenti.
Questo approccio, in perfetto stile Telegram, secondo Durov garantisce la completa riservatezza e sicurezza dei dati che gli utenti scambiano con la piattaforma IA.
Ad oggi Cocoon supporta già la traduzione dei messaggi in varie lingue, la possibilità di riassumere automaticamente i post più lunghi ed effettuare la sintesi di intere pagine web.
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